di Italia Mele
Si sono parlati e chiariti, De Bruyne si è scusato ed ha spiegato le proprie ragioni. Allegri ha ascoltato, accettando le scuse anche, perché, Kevin è un esempio per i compagni in allenamento per impegno e dedizione.
Insomma, è l’ultimo dei problemi di Allegri anche se in Spagna ha disatteso alle indicazioni, contribuendo al disordine tattico, facendo entrambi i ruoli da mezz’ala e trequartista.
Reazione da frustrazione, si potrebbe definire.
De Bruyne vedeva la squadra poco reattiva ed ha scelto la strada (sbagliata) dell’auto gestione.
Scuse accettate dicevamo ma non solo, Allegri, dopo aver rinnovato la stima a Kevin, gli ha chiesto una mano.
Nel confronto che c’è stato tra i due, De Bruyne ha espresso il disagio di un campione che prova ad indirizzare i compagni ma con scarso successo
e la preoccupazione per una squadra che sembra piatta,
non reattiva, quasi rassegnata ad accettare alcune sconfitte.
Concetti non distanti da quelli espressi dal mister dopo Fiorentina e Villarreal.
Allegri si aspetta una reazione e confida nell’aiuto del belga dal quale non intende prescindere se non nelle necessarie rotazioni di gestione fisica.
Situazioni come il secondo gol preso in Spagna ,quando si è lasciato all’avversario la possibilità di andare in conduzione per 50 metri, senza che nessuno andasse a contrasto, non devono più succedere.
Nel frattempo qualcosa cambierà.












