In un primo momento si era pensato a un suicidio. Una donna di Afragola ricoverata al Cardarelli lo scorso 30 luglio con ustioni di terzo grado su gran parte del corpo. Ferite troppo gravi, tanto da causare la sua morte il 15 agosto, dopo due settimane di agonia.
Il figlio aveva raccontato agli inquirenti di averla vista darsi fuoco, di aver provato a spegnere le fiamme ma di non esserci riuscito. Le indagini di questi mesi hanno però mostrato un quadro totalmente diverso.
E così i carabinieri di Afragola hanno arrestato Gaetano Giuseppe Moccia, 38 anni. Sarebbe stato lui a gettarle dell’alcol addosso per poi darle fuoco con un accendino. Rimanendo inerme mentre bruciava: sul suo corpo nessun segno di ustioni e bruciature, ma graffi simili a ditate da difesa.
Moccia – in cura per una schizofrenia paranoidea, ma giudicato capace di intendere e volere – era legato alla madre da un rapporto morboso e possessivo. Che spesso sfociava in violenza. Negli ultimi tempi aveva scoperto che la madre aveva iniziato una relazione sentimentale con un altro uomo, manifestando atteggiamenti sempre più aggressivi nei confronti della donna.












