I testi medievali dei Girolamini hanno un catalogo: utile per la tutela dai furti

di Oscar De Simone

Sono ben 55 i manoscritti medievali della biblioteca dei Girolamini che ora hanno una descrizione scientifica del tutto aggiornata. Un lavoro portato avanti dagli allievi della Scuola di alta formazione Alberto Vàrvaro della Federico II, che tende a dare informazioni su autori, opere e provenienza. Nel volume sono raccolti codici databili ad un periodo che va dall’XI al XV secolo, conservati nella biblioteca. Ma c’è di più. Questa catalogazione, ha permesso anche di correggere informazioni relative alle attribuzioni come per il caso di un testo che si riteneva di Jacopo Sannazaro e di cui invece è stata rilevata una diversa provenienza. Anche lo studio delle miniature è stato importante perché ha consentito di esaminare le fasi di lavorazioni di codici relativi al Teseida di Boccaccio. Andrea Mazzucchi, già fondatore e direttore della Scuola e oggi rettore della Federico II, afferma che: “catalogare significa anche proteggere”. Insomma l’ennesimo tassello utile a lasciarsi alle spalle eventi del passato come il caso giudiziario che riguardò la sottrazione di diversi libri. La riapertura della biblioteca poi, ha segnato il definitivo recupero di quel settore del complesso. Ora il nuovo catalogo rafforza il percorso di tutela e da la possibilità a tutti di conoscere il reale valore storico dei testi. Il catalogo, in definitiva, documenta le caratteristiche dei manoscritti e ripercorre anche la storia di ogni singolo testo nel corso dei secoli passati. Per il rettore Mazzucchi insomma, la salvaguardia dei Girolamini necessita di investimenti, competenze e soprattutto continuità istituzionale