Nove in auto, tre non torneranno a casa: la notte maledetta di Senago

Un’Audi con nove giovanissimi a bordo precipita nel canale Villoresi all’alba. Muoiono tre diciassettenni, sei feriti. Il conducente, 19 anni, positivo all’alcol test. Una tragedia che riapre il dibattito sulla sicurezza stradale e sul prezzo delle notti senza controllo

Il canale, il buio e la tragedia

Ci sono notti che finiscono con un ritorno a casa e altre che si trasformano in un incubo destinato a segnare per sempre una comunità. A Senago, alle porte di Milano, l’alba di domenica si è portata via tre giovani vite e ne ha sconvolte molte altre.

Poco dopo le cinque del mattino un’Audi A2 con a bordo nove ragazzi e ragazze, tutti tra i 17 e i 19 anni, è finita nel canale Villoresi all’altezza di via per Cesate. Un volo improvviso, il ribaltamento del veicolo e poi l’acqua che ha trasformato l’auto in una trappola.


Tre vittime, sei feriti

Il bilancio è drammatico. A perdere la vita sono stati Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi, tutti diciassettenni.

I soccorritori hanno lavorato per ore in condizioni difficili. Nove ambulanze, l’elisoccorso, vigili del fuoco e sommozzatori hanno dato vita a una corsa contro il tempo. Una ragazza è morta dopo il ricovero in ospedale, mentre i corpi degli altri due giovani sono stati recuperati all’interno dell’abitacolo sommerso.

Gli altri sei occupanti della vettura sono stati trasportati in ospedale. Nessuno sarebbe in pericolo di vita.


L’ombra dell’alcol

Le prime indagini stanno cercando di chiarire come sia stato possibile che una vettura con nove persone a bordo sia finita in un tratto non destinato alla circolazione automobilistica.

Secondo gli accertamenti iniziali, il conducente, un ragazzo di 19 anni, sarebbe risultato positivo all’alcol test. Per lui è scattata l’accusa di omicidio stradale aggravato.

Un elemento che, se confermato, aggiunge un peso ancora più doloroso a una tragedia già devastante.


Una comunità sotto shock

Senago si è svegliata davanti a immagini difficili da accettare. Una pista ciclabile, uno sterrato, il canale Villoresi e il silenzio di un luogo che improvvisamente è diventato teatro di una delle più gravi tragedie stradali degli ultimi mesi.

“Non ci sono parole”, ha detto la sindaca Magda Beretta esprimendo il cordoglio dell’intera comunità alle famiglie delle vittime.

Ed è forse proprio questa la sensazione che resta davanti a una vicenda che va oltre la cronaca. Perché dietro i numeri ci sono tre ragazzi che non torneranno a casa e famiglie costrette a fare i conti con un dolore impossibile da spiegare.


La lezione più dura

Le indagini stabiliranno responsabilità e dinamica. Ma una verità emerge già oggi con forza: bastano pochi istanti per trasformare una serata tra amici in una tragedia irreversibile.

E quando a pagare sono ragazzi di diciassette anni, il prezzo diventa insopportabile per tutti.