Omicidio di Afragola, chiuse le indagini: l’ex fidanzato accusato di omicidio volontario pluriaggravato

La Procura di Napoli Nord ha ufficialmente chiuso le indagini sull’omicidio di Martina Carbonaro, la ragazza di 14 anni uccisa il 26 maggio 2025 ad Afragola (NA) dall’ex fidanzato Alessio Tucci, oggi 19enne. Secondo gli inquirenti, si è trattato di un delitto compiuto per motivi abietti e futili, aggravato da circostanze che rendono la vicenda ancora più drammatica.


La dinamica del femminicidio

La notte tra il 26 e il 27 maggio 2025 Martina, che aveva iniziato a camminare con un’amica, si sarebbe fermata per incontrare Tucci dopo la fine della loro relazione. È proprio in un edificio abbandonato nei pressi dello stadio “Moccia” di Afragola che la ragazza è stata colpita ripetutamente alla testa con una pietra dall’ex compagno, che poi ha occultato il corpo in un armadio prima di allontanarsi.

Secondo quanto emerso dall’ordinanza di custodia cautelare, Tucci ha approfittato anche del fatto che il luogo fosse isolato e non consentisse alla vittima di chiedere aiuto, aggravando così la gravità delle accuse.


Le aggravanti contestate

La Procura ha contestato a Tucci il reato di omicidio volontario pluriaggravato. Le aggravanti includono:

  • il fatto che la vittima fosse minorenne;

  • il delitto sia stato commesso da una persona con la quale la giovane aveva avuto una relazione;

  • l’aver agito in un luogo isolato e abbandonato, che ha impedito ogni possibilità di richiesta di soccorso da parte della vittima.

Secondo gli inquirenti, non ci sono elementi che giustifichino il gesto, che rientra nei cosiddetti “motivi abietti e futili”, una formulazione della legge che indica un movente insensato e ingiustificabile per un reato così grave.


Il percorso giudiziario

Alessio Tucci, ora 19enne, aveva confessato il delitto durante l’interrogatorio dopo il fermo e si trova in carcere con l’accusa di omicidio pluriaggravato e di occultamento di cadavere. Già nelle fasi immediate dell’inchiesta il giudice per le indagini preliminari aveva convalidato la custodia in carcere.

La famiglia della vittima si è costituita parte civile nel procedimento, e il fascicolo aperto dalla Procura di Napoli Nord è ora pronto per entrare nella fase successiva, con una possibile richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’indagato.

Un esame autoptico svolto nei giorni successivi ai fatti aveva confermato che la ragazza era stata colpita ripetutamente alla testa, fenomeno che andrà ulteriormente approfondito nel corso del procedimento.


Reazioni e impatto sociale

Il femminicidio di Martina Carbonaro aveva suscitato forte commozione e indignazione a livello locale e nazionale già nel 2025, diventando uno dei casi simbolo del dibattito sulla violenza giovanile, sulle relazioni adolescenziali e sulla prevenzione. La morte della giovane — così tragica e apparentemente priva di un movente sensato — è stata citata anche nei più ampi dibattiti sulla cultura del possesso nelle relazioni giovanili e sui pericoli dell’idealizzazione dei rapporti sentimentali tra adolescenti.