di Silver Mele
Dai sogni di Aurelio e Roberto alle trenta vittorie del 2026: il Team Cesaro Neri Sottoli Lucchini Energy conquista l’Italia degli Esordienti e domina in Campania. Ma la gioia più grande arriva guardando due ragazzi, Michele Pascarella e Giuseppe Sciarra, al via del Giro di Campania professionisti. Perché certe vittorie, prima di finire nell’albo d’oro, passano dal cuore
La strada restituisce sempre qualcosa
Al via del Giro di Campania professionisti, Aurelio Cesaro ha ritrovato due ragazzi che conosceva da molto prima di quella partenza. Michele Pascarella, 31° sul traguardo di piazza del Plebiscito, e Giuseppe Sciarra, generoso nel lavoro per la squadra, avevano mosso i primi passi nel ciclismo anche attraverso il Team Cesaro. Vederli lì, nel gruppo dei professionisti, ha riportato Aurelio agli anni in cui insegnare a correre significava soprattutto trasmettere una passione, senza sapere fin dove avrebbe portato ciascuno di quei ragazzi. La commozione, in certi momenti, arriva prima delle parole.
Quest’anno, poi, c’era un motivo in più per emozionarsi: il Team Cesaro Neri Sottoli Lucchini Energy ha conquistato il titolo nazionale Esordienti del secondo anno, coronando una stagione da trenta vittorie e una continuità di risultati che lo ha portato ai vertici del ciclismo giovanile italiano. Per Aurelio, presidente, team manager e anima di una squadra costruita nel tempo, lo scudetto è il premio più prestigioso. Ma rivedere Pascarella e Sciarra alla partenza di una gara professionistica gli ha ricordato anche perché, tanti anni fa, aveva scelto di dedicarsi ai più giovani.
Due fratelli, una passione nata in provincia
La storia comincia molto prima delle classifiche e delle maglie da campioni. Comincia nella provincia di Caserta, dove Aurelio e Roberto Cesaro imparano a riconoscere il fascino dei numeri, delle volate, delle ruote che si affiancano negli ultimi metri. Roberto sceglierà la strada del professionismo e riuscirà a viverne anche le soddisfazioni più concrete, conquistando due vittorie di tappa: a Marrakech, al Giro del Marocco del 2011, e a Kalavrita, al Giro della Grecia del 2012. Due successi che restano nella storia sportiva di un corridore partito da lontano per inseguire il proprio sogno.
Aurelio, il fratello maggiore, imbocca invece una strada diversa. La bicicletta rimane al centro della sua vita, ma il suo orizzonte si allarga ai più giovani. Il desiderio di correre lascia progressivamente spazio alla voglia di costruire, accompagnare, insegnare. È un passaggio tutt’altro che scontato: per chi ha conosciuto sulla propria pelle la fatica del ciclismo, trasmettere quella passione significa accettare che i protagonisti diventino altri, ragazzi ai quali offrire opportunità senza poter decidere dove li condurranno.
Nel 1996 nasce ufficialmente il Team Cesaro. Poi arriva una lunga pausa, fino alla ripartenza del 2017, quando Aurelio rimette in moto il progetto con idee forti e una convinzione rimasta intatta. Il prossimo anno la squadra festeggerà i suoi primi dieci anni dalla ripartenza: un anniversario che troverà nel 2026 una premessa straordinaria. Non capita tutti i giorni di avvicinarsi a una ricorrenza con uno scudetto nazionale da celebrare e una stagione così ricca di risultati.
Lo scudetto e il dominio di una squadra
Il titolo italiano nella classifica nazionale Esordienti di secondo anno con i bravissimi Vito Vincenzo, Coletta Francesco, Cesaro Alessandro, Varini Alessandro, De Vito luigi e Natale Luca è il risultato che illumina l’annata. Il Team Cesaro ha conquistato il vertice attraverso la continuità, portando i propri ragazzi a misurarsi con le migliori realtà del Paese e dimostrando di saper essere protagonista lungo tutta la stagione. Uno scudetto che premia il lavoro degli atleti e di chi li accompagna, ma che racconta anche la solidità di un gruppo capace di distribuire le proprie forze tra più categorie.
In Campania, infatti, il bilancio è altrettanto significativo. La squadra ha chiuso al primo posto tra gli Esordienti del primo anno, ha conquistato il titolo nazionale con gli Esordienti del secondo anno e si è confermata la prima formazione campana classificata nella categoria Allievi. Tre traguardi differenti, un’unica impronta: il Team Cesaro non è vissuto soltanto sulle prestazioni di un singolo talento, ma ha saputo costruire competitività in più fasce d’età.
A completare il quadro è arrivato il successo nella Challenge Ciclismo Oggi e Domani, dove il team si è imposto nelle quattro categorie, maschili e femminili, riservate a Esordienti e Allievi. Un’affermazione che dà la misura della profondità del progetto, capace di valorizzare ragazzi e ragazze senza concentrare tutta l’attenzione su una sola squadra o su un unico risultato. C’è poi la vittoria di Vincenzo Vito nella Challenge Crescenzo d’Amore, un’altra soddisfazione che arricchisce una stagione già carica di significati.
Trenta vittorie, ma il valore è nella continuità
I numeri raccontano una squadra che ha saputo raccogliere risultati con regolarità. Il conto finale del 2026 parla di trenta vittorie, trenta secondi posti, diciotto terzi posti, venticinque quarti e ventidue quinti posti. A questi si aggiungono i numerosi piazzamenti nella top ten, dal sesto al decimo posto. Un bilancio che va oltre la somma dei podi: per una formazione giovanile, essere presenti con continuità nelle prime posizioni significa dare sostanza al lavoro svolto durante la settimana e offrire ai corridori occasioni concrete per imparare a competere.
Il Team Cesaro ha attraversato l’Italia, confrontandosi con squadre di alto livello e misurando il proprio valore su strade diverse. Ogni trasferta ha richiesto organizzazione, risorse e disponibilità al sacrificio; ogni gara ha messo alla prova non soltanto la condizione degli atleti, ma anche la capacità di stare insieme, rispettare i compiti assegnati e accettare che il risultato individuale possa nascere dal lavoro di tutti.
Nel ciclismo giovanile, dove la crescita non segue per tutti lo stesso ritmo, questo aspetto conta almeno quanto una vittoria. Un ragazzo può essere pronto prima, un altro può aver bisogno di tempo; c’è chi trova subito la propria dimensione in volata e chi impara a dare il meglio lavorando per un compagno. Il compito di una squadra è accompagnarli senza confondere il valore di una stagione con il destino di una carriera.
Per questo il titolo nazionale ha un peso speciale. È un risultato che certifica la qualità del lavoro svolto, ma non esaurisce la ragione per cui un progetto come quello di Aurelio Cesaro continua ad avere senso.
Il futuro ha il volto di chi riparte
La presenza di Pascarella e Sciarra al Giro di Campania ha restituito a questa storia una prospettiva che nessuna classifica può contenere. Uno ha tagliato il traguardo del Plebiscito al 31° posto, l’altro ha lavorato per la squadra. Non sono soltanto due nomi da aggiungere al percorso del Team Cesaro: sono la testimonianza di un cammino che può portare un ragazzo dalle categorie giovanili fino al confronto con il professionismo, con tutto ciò che questo comporta in termini di responsabilità, fatica e maturità.
Per Aurelio, vederli lì deve aver significato ripensare a tanti volti incontrati nel corso degli anni, alle prime gare, alle trasferte, alle speranze custodite con discrezione e alle partenze che, qualche volta, diventano un punto d’arrivo per chi ha contribuito a far crescere un atleta. La commozione nasce anche da questo: dalla consapevolezza che un progetto sportivo non appartiene soltanto a chi lo guida, perché ogni ragazzo che ne ha fatto parte porta via con sé qualcosa di quella esperienza.
Ora il pensiero corre al 2027, l’anno del decennale dalla ripartenza. Ci sarà da festeggiare, certo, ma soprattutto da riprendere il lavoro. I ragazzi che passeranno tra gli Juniores dovranno affrontare una nuova categoria, con difficoltà e ambizioni diverse. A loro la squadra affida un augurio semplice e impegnativo: portare con sé ciò che hanno imparato e continuare a inseguire i propri sogni. È il modo più autentico per riconoscere il valore di chi li ha accompagnati fin qui.
Un percorso simile richiede anche il sostegno di chi sceglie di crederci. Gli sponsor, le famiglie, i tecnici, gli accompagnatori e tutte le persone che lavorano lontano dai riflettori fanno parte di una storia nella quale i risultati sono il volto visibile di un impegno molto più ampio.
Il Team Cesaro arriva al suo decimo anno dalla ripartenza con trenta vittorie, una serie di piazzamenti che testimoniano la continuità del gruppo, successi nelle Challenge e soprattutto uno scudetto italiano. È un patrimonio da custodire, senza trasformarlo in un punto d’arrivo. Perché Aurelio Cesaro, che ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio dei più giovani, conosce bene la lezione della bicicletta: ogni traguardo dura il tempo di una festa, poi bisogna tornare in sella.
E forse è proprio questo il senso più profondo della sua commozione al Giro di Campania. Vedere Pascarella e Sciarra alla partenza significava ritrovare, dentro una corsa professionistica, il filo di una storia cominciata molto prima. Lo scudetto del 2026 le ha dato una copertina straordinaria. Ma la vittoria più importante, quella che non compare in nessuna classifica, è aver contribuito a far sì che tanti ragazzi potessero continuare a sognare la bicicletta anche dopo aver lasciato il Team Cesaro.
La strada, a volte, restituisce proprio questo. E non c’è medaglia che possa valere di più.












