Martedì 28 Giugno 2022

Kallipolis, l’Antistato detta le regole per costruire la “città ideale”

Napoli, 25 ottobre 2012 – Il racconto di un paese ideale, di un piccolo comune tra i tanti che affollano la Campania. Un territorio dove tutto funziona perché tutto si basa sulle regole dell’Antistato. Regole applicate grazie ad una tacita complicità di governanti e governati. Una città ideale, una “Kallipolis” che capovolge il concetto utopistico della Repubblica di Platone per diventare l’espressione perfetta ed esasperata del malaffare. Un viaggio ironico e a tratti tormentato quello compiuto da Giuseppe Porzio tra le “mura” del paese, coi suoi protagonisti contrassegnati da singolari alias. Ciccio Boicotta, consigliere comunale alla terza legislatura, si preoccupa di gestire gli appalti e di farli assegnare alla ditta giusta. Il dottorino, nipote di Peppe ’o Westérn, è il prescelto: sindaco per volere degli amici, per la sua faccia pulita e una spiccata capacità oratoria. Con la benedizione di Padre Raffaele, prete dalla riconosciuta abilità nel distribuire posti di lavoro. Il sindacalista Papele, tutore dei vessati dai padroni, è il collettore di imbasciate, messaggi da recapitare a quanti non si mettono in regola con gli amici. Il suo delitto, ufficialmente per mano di due rapinatori, rischia di minare gli equilibri del paese e alimenta sospetti in Carlo, giovane cronista. Furastiero, in quanto residente in un vicino paese, Carlo matura la convinzione che lì tutto giri attorno ad un’unica persona: Don Armando. Erede di un nonno venerabile e padre padrone del paese, Armando è stato costretto ereditare lo scettro del “Don”, riponendo in un cassetto il sogno di gestire una bottega tutta sua e combattendo una guerra personale contro la peggiore delle sue mille insicurezze: il maldestro utilizzo della lingua italiana. Il fulcro di ogni decisione è un mega-appartamento di Don Armando che tutti conoscono come ’O Comune. Nel suo racconto, Giuseppe Porzio si trasforma in un “inviato di guerra” come lo definisce don Tonino Palmese nella prefazione. Una guerra, secondo il referente campano di “Libera contro le Mafie” “dichiarata dal malaffare alla civiltà, alla democrazia e alla gente che nasce innocente”. Kallipolis è stato presentato ieri, nei locali della Feltrinelli Express, alla Stazione Centrale di piazza Garibaldi a Napoli. Al tavolo dei relatori, Nino Daniele, presidente dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità in Campania, don Aniello Manganiello, prete anticamorra ed ex parroco al rione Don Guanella, Leandro Del Gaudio, cronista di giudiziaria del quotidiano “Il Mattino” e Alfredo Grado, docente di Sociologia del Diritto e criminologo forense. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Amalia De Simone. Parte del ricavato sarà devoluto a “Radio Siani”, la radio della legalità, dell’anticamorra e della denuncia sociale.

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