Rapina in banca al Vomero: individuato il basista che comunicava con la “banda del buco”

di Oscar De Simone

Quaranta cassette di sicurezza saccheggiate e quindici persone in ostaggio. Ricordate della rapina, lo scorso Aprile, alla filiale della banca Credit Agricol di piazza Medaglie d’Oro al Vomero? Oggi, dopo un complesso lavoro investigativo, i militari dell’arma dei carabinieri stringono il cerchio attorno al basista della cosiddetta banda del buco. Avrebbe quindi un volto l’insospettabile traditore della banca che avrebbe studiato nei dettagli i sistemi d’allarme fornendo, ai rapinatori, dettagli decisivi per il colpo. La procura insomma si avvicina sempre di più ai professionisti del sottosuolo ed i Pm Federica D’Amodio, insieme al procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, seguono una pista caldissima. La banda sarebbe del centro storico e forse reclutata tra le paranze del Rione Sanità, dei Tribunali e di piazza San Gaetano. Comunicavano, con ogni probabilità, grazie a dei walkie talkie usa e getta per coordinare l’ingresso dal pavimento e bloccare la porta principale con una trave di legno. “Hanno individuato il basista”, affermano gli inquirenti dopo settimane di ricerche e indagini senza sosta. Era lui, la talpa, a conoscere i punti deboli della struttura, così come gli orari e turni del personale. Tra i cittadini incuriositi dal fatto, gli altri complici avrebbero controllato la strada pronti a lanciare segnali ai malviventi nelle fogne. Il piano scattò subito con l’immobilizzazione del direttore, l’unico in grado di sbloccare il caveau. Stesso copione usato anche per una rapina messa in atto a Giugliano. “I cosiddetti uomini fogna che hanno tenuto in scacco decine di cittadini napoletani, non sono più dei fantasmi” fanno sapere sempre gli inquirenti. Tra l’altro, i sospettati, avrebbero anche preparato la fuga con finti viaggi e scontrini utili alla costruzione di un alibi. Insomma, dopo diverse settimane, la risoluzione del caso sarebbe finalmente vicina