Il pareggio di Firenze lascia al Napoli un punto, ma soprattutto una domanda. Perché il problema degli azzurri comincia ormai ad andare oltre il risultato
C’è un dato che fotografa bene la situazione: quando la partita è in equilibrio, il Napoli produce di più. Quando passa in vantaggio, invece, si abbassa, concede campo, perde pressione e presenza offensiva. La differenza di altezza della squadra arriva a essere di circa 18 metri.
Il gol, insomma, dovrebbe liberare il Napoli. Invece sembra bloccarlo.
ALLEGRI E I CAMBI
È qui che entra inevitabilmente anche la gestione di Allegri. A Firenze quattro cambi, alcuni arrivati tardi, Anguissa inserito al 90′ e poi costretto a fermarsi per un nuovo problema.
E sull’1-1 resta una domanda: perché non cercare qualcosa di diverso? Favasuli entra, Neres rimane largo a sinistra e Vergara resta ancora in panchina.
Allegri aspetta il momento giusto per estrarre la pistola. Il problema è che a Firenze, quando l’ha fatto, stavano già scorrendo i titoli di coda.
HOJLUND ASPETTA, POLITANO CREA
Poi c’è il problema del gol, che non è certo nato a Firenze.
Politano ha creato, corso, cercato il compagno, messo palloni pericolosi. Ma Hojlund ha toccato appena due palloni nell’area viola.
E allora prima di giudicare il pescatore che torna a mani vuote, bisogna guardare cosa gli è stato dato per pescare.
Perché per buttarla dentro bisogna prima arrivarci, in area.
FREE VERGARA
E qui torna il caso Vergara. Zero minuti a Firenze, dopo gli zero col Como.
Il Napoli ha bisogno di fantasia, imprevedibilità, soluzioni diverse e continua a tenere fuori un giocatore che potrebbe almeno essere provato per cambiare qualcosa.
Non significa che Vergara sia la soluzione a tutti i problemi. Significa chiedersi perché non venga utilizzato proprio quando la squadra fatica a creare.
IL PROBLEMA È PIÙ GRANDE
Sette punti in cinque partite, nove indisponibili dopo il nuovo problema di Anguissa. Gli infortuni pesano, certo. Ma non spiegano tutto.
Restano i dubbi su alcune scommesse, da Lucca a Lang, e soprattutto sulla capacità del Napoli di costruire qualcosa di nuovo senza rimanere prigioniero delle certezze del passato.
La buona notizia arriva comunque da un dettaglio: il gol di Gilmour nasce da uno schema su punizione, da Baldini ai tempi di Spalletti fino a Landucci.
Qualcosa, dunque, si muove.
Ma la domanda resta:
il Napoli ha bisogno soltanto di recuperare gli infortunati oppure deve recuperare anche il coraggio di giocare?












