A Passo Lento, Napoli si racconta attraverso le persone: un’altra idea di turismo

Dall’overtourism alla riscoperta delle identità locali, tre giovani professioniste formate all’Orientale immaginano itinerari sostenibili, accessibili e costruiti insieme a chi vive i territori. Al centro del progetto, il confronto con le guide turistiche della Campania

Napoli ha storie che non si lasciano raccontare da una fotografia scattata in fretta. Sono custodite nelle botteghe artigiane, nei vicoli lontani dagli itinerari più battuti, nelle abitudini quotidiane dei residenti e nella memoria di chi, da generazioni, abita i quartieri della città. Eppure, proprio mentre cresce il richiamo turistico del capoluogo, si fa più evidente il rischio di trasformare luoghi vivi in semplici attrazioni da consumare, tra strade affollate, attività tradizionali che scompaiono e vetrine sempre più simili.

È da questa contraddizione che prende forma “A Passo Lento”, un progetto nato dall’iniziativa di Chiara, Francesca e Rossella, tre giovani professioniste laureate all’Università di Napoli L’Orientale e oggi impegnate nel corso di Alta Formazione in Progettazione Sociale e Gestione degli Enti del Terzo Settore.

Oltre il turismo delle cartoline

L’idea è semplice, ma tutt’altro che scontata: proporre un modo diverso di conoscere Napoli e, in prospettiva, la Campania. Un turismo più lento, sostenibile e vicino alle comunità, capace di restituire spazio alle persone e alle storie che rendono riconoscibile ogni luogo.

Gli itinerari immaginati dal progetto vogliono andare oltre i circuiti consueti, valorizzando le attività artigianali ed economiche che resistono al tempo, la memoria dei quartieri e le tradizioni che continuano a vivere grazie ai loro abitanti. Un ruolo importante sarà affidato ai cosiddetti “narratori di comunità”: persone in grado di accompagnare i visitatori alla scoperta di un territorio attraverso esperienze, ricordi e conoscenze che difficilmente trovano posto nelle guide tradizionali.

L’obiettivo è anche quello di rendere le esperienze accessibili alle persone anziane e a quelle con disabilità, perché la possibilità di conoscere un luogo non dovrebbe dipendere dalle condizioni fisiche di chi lo visita.

Le guide turistiche al centro del progetto

Per trasformare queste idee in percorsi concreti, le tre promotrici hanno deciso di partire dall’ascolto di chi conosce il territorio e lo racconta ogni giorno: le guide turistiche che operano in Campania.

A loro è rivolto un questionario online, pensato per raccogliere esperienze, osservazioni, difficoltà ed esigenze professionali. Un confronto che punta a costruire itinerari e narrazioni autentici, capaci di tenere insieme la qualità dell’esperienza turistica e il rispetto delle comunità locali.

Chi lavora come guida turistica in Campania può contribuire compilando il questionario online. L’invito è rivolto anche a chi conosce professionisti interessati e può aiutarli a raggiungere il gruppo di lavoro.

Da Napoli a tutta la Campania

Il progetto muove i primi passi in alcuni quartieri napoletani, ma guarda più lontano. L’ambizione è mettere a punto un metodo che possa essere riproposto anche in altri contesti della regione, valorizzando le specificità di ciascuna comunità senza ridurle a un prodotto turistico standardizzato.

“A Passo Lento” nasce nell’ambito del corso di Alta Formazione in Progettazione Sociale e Gestione degli Enti del Terzo Settore, erogato dall’Università di Napoli L’Orientale insieme a STOA’ S.C.a.r.l. – Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di Impresa, con finanziamento PR Campania FSE+ 2021-2027.

L’idea di fondo è restituire al viaggio il tempo dell’incontro. Perché conoscere Napoli e la Campania significa anche fermarsi ad ascoltare chi li abita, riconoscere il valore delle loro storie e comprendere che un territorio non è soltanto ciò che mostra ai visitatori, ma soprattutto ciò che continua a essere per la propria comunità.

Link al 𝐟𝐨𝐫𝐦: https://forms.gle/JqEXKzXB8hAwxAnn7