Due giorni, 300 chilometri e un solo obiettivo: trasformare la fatica in speranza
NAPOLI / FORMELLO – 12/13 giugno 2026
Non sarà solo una pedalata. Sarà un viaggio simbolico, fisico e umano lungo oltre 300 chilometri, da Napoli a Formello, per finanziare un progetto concreto: la realizzazione di una casa famiglia per persone con disabilità.
È l’iniziativa promossa dalla Fondazione Roberto Sisto per Vitalba, che il 12 e 13 giugno 2026 porterà in strada una carovana di atleti, testimoni e sostenitori con un messaggio chiaro: la fragilità non è un limite, ma può diventare rinascita.
Un viaggio che va oltre la strada
La prima tappa partirà da Napoli e si concluderà a Latina. La seconda, il giorno seguente, condurrà il gruppo fino a Formello, alle porte di Roma. Due giornate intense, fatte di chilometri, fatica e condivisione.
Ma il cuore dell’iniziativa non è soltanto sportivo. È sociale.
L’obiettivo è raccogliere fondi per costruire una casa famiglia che diventi un luogo stabile di accoglienza, autonomia e dignità per persone con disabilità. Un progetto concreto, che vuole trasformare la solidarietà in struttura, la partecipazione in futuro.
Campioni e storie di rinascita
A rendere ancora più potente il messaggio saranno le storie degli atleti protagonisti.
Hanno già aderito all’iniziativa:
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Leonardo Melle, campione paralimpico
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Lucia Nobis, campionessa di cronometro individuale
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Eleonora Delnevo, atleta paraplegica conosciuta come Lola
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Pietro Trozzi, atleta con disabilità e testimone di resilienza
Non saranno soltanto ciclisti in gara contro la distanza. Saranno narratori viventi di come l’handicap, le difficoltà e gli ostacoli possano diventare strumenti di crescita.
La loro presenza è il centro morale dell’evento: dimostrare che con motivazione, supporto e fiducia nelle proprie risorse interiori si possono superare barriere che sembrano invalicabili.
Ogni tappa, un incontro con la comunità
Al termine di ciascuna tappa è previsto un incontro pubblico aperto alla cittadinanza. Saranno momenti di dialogo in cui verranno presentate le finalità del progetto e raccontate le storie personali dei protagonisti.
Seguiranno cene di beneficenza, occasioni concrete per sostenere la Fondazione e contribuire alla raccolta fondi.
La carovana sarà composta da circa 12 atleti, accompagnati da mezzi di supporto, autisti, un rappresentante della Fondazione e un giornalista-scrittore che racconterà il viaggio attraverso un libro e un documentario, arricchiti da riprese video e fotografiche.
Anche il ricavato della pubblicazione editoriale e del documentario, al netto delle spese, sarà devoluto interamente alla Fondazione.
Sport, responsabilità, futuro
In un tempo in cui lo sport è spesso raccontato solo come competizione, questa iniziativa sceglie un’altra prospettiva: lo sport come responsabilità sociale, come strumento di costruzione.
Non una semplice raccolta fondi, ma un gesto collettivo.
Non una pedalata simbolica, ma un investimento concreto sul futuro.
Due giorni di strada per costruire una casa.
Due giorni di fatica per creare stabilità.
Due giorni per dimostrare che la solidarietà, quando si muove, può arrivare lontano.

















