di Silver Mele
Il Napoli ritrova pezzi importanti, ma non ancora la tranquillità. Perché se da una parte il recupero di Gutierrez, Lobotka e soprattutto Lukaku, pronto a partire con la squadra per Riyad, consente ad Antonio Conte di respirare, dall’altra l’infermeria continua a scandire tempi e ambizioni. Non è più un’emergenza totale, ma nemmeno una situazione risolta.
Ad oggi sono quattro gli indisponibili: Meret e i tre centrocampisti Gilmour, Anguissa e De Bruyne. Un’assenza per reparto che pesa, soprattutto in una fase della stagione in cui il calendario non concede tregua e ogni scelta diventa strategica.
Il primo nome sul taccuino dei rientri è quello di Alex Meret. Il portiere ha finalmente tolto il gesso dopo la frattura al piede rimediata in allenamento: la fase più delicata è alle spalle, ma il rientro sarà gestito con cautela. L’obiettivo è provare a riaverlo per la trasferta di Cremona del 28 dicembre, anche se al momento lo staff medico non offre certezze e predica prudenza.
I tempi si allungano invece per Frank Anguissa, fermato da una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia sinistra. Stop lungo, Coppa d’Africa già archiviata e rientro previsto non prima di metà gennaio. Una perdita pesante, per equilibrio tattico e peso specifico, che obbliga Conte a reinventare il centrocampo.
Ancora più distante il ritorno di Billy Gilmour, che tornerà soltanto a inizio febbraio dopo l’intervento chirurgico per risolvere i problemi di pubalgia. Un’assenza silenziosa, ma significativa nella gestione dei ritmi e della costruzione dal basso.
Il percorso più delicato resta infine quello di Kevin De Bruyne. Il belga ha iniziato l’iter riabilitativo e ha messo da parte le stampelle, primo segnale incoraggiante dopo settimane difficili. Ma il suo rientro è stimato tra febbraio e marzo, con l’idea chiara di non forzare i tempi: il Napoli sa che una rincorsa affrettata rischierebbe di compromettere il finale di stagione.
Lo sguardo avanti: Supercoppa e campionato
In questo contesto, la Supercoppa diventa molto più di un trofeo. A Riyad, Conte avrà finalmente Lukaku e qualche rotazione in più, ma dovrà ancora convivere con un Napoli incompleto. Vincere significherebbe dare ossigeno morale e legittimare il lavoro fatto fin qui; perdere, invece, imporrebbe una gestione ancora più lucida delle energie.
Il vero orizzonte resta però il campionato, dove la stagione del Napoli si giocherà sul filo dei recuperi. Gennaio dovrà essere il mese della resistenza, febbraio quello della ricostruzione, primavera quello delle risposte definitive. Perché il Napoli non aspetta solo i gol o i risultati: aspetta di tornare, finalmente, intero.












