Prima gli autotrasportatori, ora gli agricoltori.
In Campania la protesta contro il caro vita e il caro carburanti continua a crescere. E questa volta a scendere in strada sono i trattori, con due cortei partiti dal Casertano e dal Salernitano per raggiungere i rispettivi capoluoghi.
Il corteo di trattori
A Battipaglia sono partiti quasi cento mezzi agricoli in marcia verso Salerno, dopo aver attraversato Bellizzi e Pontecagnano, con ripercussioni sul traffico. Una trentina di trattori è invece partita da Casal di Principe, attraversando diversi comuni, passando per San Tammaro, nei pressi della Reggia di Carditello, e Marcianise, prima di arrivare a Caserta. La mobilitazione è organizzata da Altragricoltura e Coapi. L’obiettivo della protesta è quello di portare le difficoltà del settore direttamente al Governo. In che modo? Nei due capoluoghi, le delegazioni consegneranno ai prefetti una lettera con le richieste degli agricoltori.
Campania ancora in ginocchio
Nonostante siano passati giorni dalle proteste degli autotrasportatori per gli agricoltori il nodo è sempre lo stesso. I costi aumentano, ma i ricavi non bastano. Carburante, energia e fertilizzanti pesano sui bilanci, mentre una parte delle produzioni resta invenduta. E per alcune aziende, denunciano le associazioni, diventa sempre più difficile perfino mettere a coltura i terreni. Tra le richieste ci sono interventi sui debiti, una riduzione dei costi di produzione, prezzi più equi per chi produce e maggiori tutele contro le importazioni e le pratiche commerciali sleali. “Non servono misure tampone o provvedimenti di facciata”, avvertono i promotori, che chiedono al Governo di aprire subito un tavolo di confronto e riconoscere la crisi delle piccole e medie imprese agroalimentari.












