Una violenta rissa tra giovani, scoppiata nel maggio del 2025 nei pressi del centro commerciale Maximall Pompei, avrebbe rappresentato il punto di contatto tra due gruppi malavitosi contrapposti del territorio.
Per quell’episodio la Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, oggi ha eseguito nove misure cautelari: sette persone sono state trasferite in carcere, mentre per altre due sono stati disposti gli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti coinvolti, a vario titolo, nella vicenda avvenuta nell’area compresa tra Pompei e Torre Annunziata.
Per gli inquirenti la lista delle contestazioni è ampia e i reati sarebbero aggravati dalla finalità mafiosa. Le accuse comprendono rissa, rapina, violenza privata, pubblica intimidazione con l’uso di armi e detenzione e porto di armi da sparo. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e dal commissariato di Torre Annunziata.
L’inchiesta
Secondo la ricostruzione investigativa, nella rissa si sarebbero fronteggiati presunti appartenenti al clan Gionta e componenti del cosiddetto “IV Sistema”, gruppo ritenuto attivo nel rione Penniniello di Torre Annunziata. L’episodio non si sarebbe però esaurito con la rissa. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere anche successivi episodi di estorsione, che sarebbero stati commessi con l’obiettivo di riaffermare la supremazia sul territorio.












