Non c’è un piano da trenta milioni e nemmeno un “lupo” di Wall street. C’è un appartamento al secondo piano di una palazzina anonima di via Nazionale delle Puglie, ancora nel comune di San Vitaliano. Poi un elenco di numeri e un copione imparato a memoria. Dalla strada un palazzo come tanti. Lo sguardo si alza difficilmente perché non attira l’attenzione. Tapparelle abbassate, citofono muto. Dentro, la sera come mezzogiorno, voci cortesi che si presentano come impiegati di banca e poi come carabinieri. “Il suo conto è a rischio”, l’esca dei finti bancari. “Segua le nostre indicazioni”, l’amo tirato su dal finto agente che si preoccupa per le sorti del cittadino. E se a Jordan Belfort bastava una penna, al gruppo scoperto a San Vitaliano bastava molto meno. La paura di perdere i risparmi di una vita. Il metodo è collaudato e come nel film di Scorsese di può riassumere in tre punti: chiamare, convincere e incassare. Insomma, da Long Island a San Vitaliano cambiano solo attori e scenografia. Quando i militari del nucleo investigativo e della sezione operativa di Castello di Cisterna fanno irruzione in quell’abitazione, ci sono 5 uomini. Qualcuno si finge operatore antifrode di un gruppo finanziario che gestisce i pagamenti digitali. Sono loro a chiamare per primi le vittime. Qualcuno sta tentando di ordinare bonifici dal suo home banking – dicono – segua le nostre indicazioni. La fase due, col “cliente” agganciato, parte col maresciallo che fornisce le linee guida per mettere al sicuro i risparmi. Tutto durante una telefonata che sarebbe valsa come denuncia “Esegua immediatamente un bonifico a questo IBAN”, il suggerimento e il gioco è fatto. I militari riescono a sequestrare 22 telefoni, 20 sim telefoniche, 3 notebook, un pos per pagamenti elettronici e un router. Riescono anche a documentare, tra gli ultimi colpi, un movimento di quasi 50mila euro. Congelata la somma prima che potesse essere movimentata. Tutti in manette, i 5 sono stati portati in carcere. Risponderanno di truffa aggravata
San Vitaliano, truffe per “salvare” i risparmi: cinque persone finiscono in manette












