Run for Love, dieci anni di corsa e un solo vero record: 100mila euro di solidarietà

Il decennale dell’associazione di Afragola non è una celebrazione autoreferenziale ma la prova che, nello sport come nella vita, la costanza vale più della velocità. E il personal best più importante non si misura in minuti.


La differenza tra correre e restare

Nel mezzofondo, come nella vita, non vince sempre chi parte più forte. Vince chi sa restare. Chi regge quando l’adrenalina si abbassa, quando le difficoltà organizzative pesano, quando la fatica non è più romantica ma concreta.

Dieci anni, nello sport dilettantistico, non sono una formalità. Sono una prova di resistenza.

La Run for Love – project Anna Cerbone, nata ad Afragola il 14 febbraio 2016 davanti a 450 persone tra entusiasmo e scetticismo, ha tagliato il traguardo del suo primo decennio con lo stesso spirito delle origini: trasformare la corsa in uno strumento di aiuto reale.

All’inizio erano 50 tesserati. Oggi sono 170, di cui circa 130 praticanti. Numeri che raccontano crescita, ma soprattutto credibilità.


Il giallo fluo che è diventato identità

C’è un colore che negli anni è diventato riconoscibile: il giallo fluo delle maglie Run for Love. Non solo nelle gare, ma nelle piazze, nelle iniziative, negli eventi benefici.

Quel colore non è marketing. È appartenenza.

Ogni atleta, ogni socio sostenitore, ogni famiglia è parte di un progetto che ha scelto di correre non per accumulare trofei ma per generare valore sociale. Il traguardo, qui, non è il tappeto rosso d’arrivo. È l’assegno consegnato in silenzio.


Il dato che pesa più di ogni medaglia

Se vogliamo parlare di record, eccolo: 100mila euro donati in dieci anni.

Non è uno slogan. È un bilancio.

Gran parte di questa cifra arriva dalla “Corri per Amore”, la 10 chilometri dell’8 dicembre che attraversa le strade di Cardito con partenza e arrivo al Parco Taglia. Una gara ufficiale sotto l’egida della Federazione Italiana di Atletica Leggera, pronta a vivere la sua quarta edizione.

Grazie a quella corsa sono stati sostenuti progetti per donne in cura oncologica, bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico, giovani affetti da malattie genetiche rare.

Qui la competizione è solo il mezzo. Il fine è l’impatto.


Una celebrazione che guarda avanti

Il decennale è stato celebrato il 16 febbraio nello storico Palazzo Marchesale di Caivano, edificio del XIV secolo che ha fatto da cornice a un momento simbolico: non una festa nostalgica, ma una dichiarazione di maturità.

Durante la serata, il presidente Gaetano Brilla e il direttivo hanno consegnato:

  • 4.000 euro all’associazione Donne Come Prima

  • 2.000 euro alla A.M.A. Michele per Autismo

  • 2.000 euro alla Fondazione Santobono Pausilipon

Cifre che rappresentano storie, percorsi di cura, famiglie sostenute.

Sul palco anche il sindaco di Caivano Antonio Angelino, runner lui stesso, insieme a Carlo Cantales e alla vicepresidente federale Amalia Di Martino. Non presenze di cortesia, ma segnali di un riconoscimento istituzionale che certifica serietà organizzativa e valore etico.

Quando una gara è sotto l’egida federale non è solo questione di regolamenti. È un marchio di qualità.


Il personal best che non finisce sul cronometro

Nel running si parla spesso di personal best. Qui il miglior tempo non è inciso su una tabella. È scritto in un bilancio solidale che ha superato quota 100mila euro.

E forse la forza della Run for Love sta proprio in questo: non si è mai raccontata come un miracolo, ma come un percorso.

Dieci anni non sono un traguardo finale. Sono un punto intermedio.

Perché la vera domanda, adesso, non è cosa è stato fatto.
Ma quanto ancora si può fare.

E la sensazione è che il record più bello non sia stato ancora corso.