Scacco al clan Zagaria: 8 fermi della DDA

di Oscar De Simone

Le mafie non spariscono mai del tutto. Rinascono, si riorganizzano e cercano in ogni modo di non perdere la propria egemonia sui territori che controllano con la violenza e il terrore. E’ il caso, questo, anche del clan Zagaria che in ogni modo tenta di rimanere in piedi, seppure privo di forza militare. Ma ci sono altre modalità, come quelle rappresentati dalle reti familiari, imprenditoriali e finanziarie. Questo quanto emerge dal provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di otto persone ritenute esponenti di spicco e gregari del gruppo fondato da Michele Zagaria, l’ala più imprenditoriale del clan dei Casalesi. I fermi sono stati eseguiti ieri dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta a seguito di una indagine che scatta una fotografia molto attuale, visto che prende in considerazione episodi violenti e attentati posti in essere dagli indagati per affermare il predominio del clan appena nello scorso inverno, come gli attentati dinamitardi che hanno colpito una cornetteria e una pizzeria di Casapesenna, comune del Casertano storica roccaforte del clan Zagaria. Un clan che, secondo la Dda, continua a gestire affari, si interessa di pubblici appalti e dei rapporti, anche diretti, con ambienti amministrativi locali, e che si aggrega attorno a figure appartenenti a storiche famiglie malavitose, come Costantino Garofalo, 29enne esponente in decisa ascesa nel clan, che costituisce attualmente l’elemento di raccordo operativo tra i vari personaggi legati alla fazione Zagaria. Per la Procura un camorrista “convinto”, che quando apprende la notizia della collaborazione di Francesco “Sandokan” Schiavone, esclama con il suo interlocutore: “è finito il mondo”. Con Garofalo sono stati fermati esponenti del clan più anziani ed esperti come i fratelli Aldo e Raffaele Nobis, 56 e 60 anni, con il primo ritenuto una figura carismatica nel clan, che avrebbe per primo introdotto nella cosca il business delle bische clandestine, mentre il secondo ha storici legami con Carmine e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, di recente coinvolti in un’altra indagine anticamorra; i due Nobis sono poi fratelli di un altro storico luogotenente di Zagaria, Salvatore Nobis detto “Scintilla”