Soldi sporchi, frodi e lavoro nero: il bilancio della Finanza in Campania

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Non è più soltanto criminalità di strada. E’ una criminalità che entra nelle imprese, intercetta fondi pubblici, crea società fittizie, trucca crediti fiscali, sfrutta lavoratori e ricicla denaro nell’economia legale.

I numeri

E’ questa la Campania raccontata dal bilancio della Guardia di Finanza: in 17 mesi le Fiamme Gialle hanno denunciato oltre 2.800 persone per reati tributari, arrestato 23 indagati e sequestrato 250 milioni di euro legati a evasione e frodi fiscali. A questi si aggiungono 80 milioni di crediti d’imposta edilizi ed energetici inesistenti.

Il cuore dell’allarme è l’economia sommersa: 551 evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, e più di 4.600 lavoratori in nero o irregolari. Un sistema che sottrae risorse allo Stato e altera la concorrenza, colpendo soprattutto le imprese oneste.

Ma il fronte più delicato resta quello delle infiltrazioni criminali. Riciclaggio, appalti, intestazioni fittizie e patrimoni illeciti sono il terreno su cui la criminalità organizzata prova a trasformare i profitti illegali in potere economico. Le indagini hanno portato a sequestri e confische per oltre 450 milioni di euro.

Accanto ai reati fiscali, resistono i traffici tradizionali

Droga, contrabbando di sigarette e mercato del falso. Sequestrate oltre 2,5 tonnellate di stupefacenti, circa 300 tonnellate di tabacchi e 43 milioni di prodotti contraffatti o non sicuri.

Il bilancio della Finanza restituisce così un’immagine netta: in Campania la sfida non è solo reprimere i reati, ma difendere il mercato, il lavoro e il denaro pubblico da chi prova a trasformare l’illegalità in impresa.