Di Silver Mele.
Il corto muso è già alle spalle. Il Napoli di Allegri ha scoperto una vocazione offensiva che nemmeno undici gol in tre partite riescono a raccontare fino in fondo. A Monza, dopo un primo tempo con il solito copione, gli azzurri hanno cambiato marcia: qualità, ritmo, gol a raffica. E quel quarto di De Bruyne è un manifesto, oltre che il segnale di un Lang sempre più dentro la squadra.
La differenza l’ha fatta anche la scelta di non risparmiare nessuno: titolari subito, niente calcoli, cambi usati per tenere alta l’intensità. La lezione di Venezia è servita.
Tante cose molto belle: la conferma che Mc Tominay pesa e orienta, la crescita con gol di Rafa Marin, l’alternanza dei portieri che non fa male, la spalla che Hojlund da’ a critici e statistiche. Basta saperlo innescare.
Poi arriva la paura vera, quella per l’infortunio pesantissimo di Lobotka. Perché il Napoli ha trovato una strada, ma non può permettersi di perdere pezzi così importanti proprio adesso.
Toccherà affidarsi agli esami e sperare ma la sensazione è quella di un lungo stop.
Domenica c’è la Juventus, ferita e per questo ancora più insidiosa. Serviranno equilibrio, compattezza e la capacità di trasformare questa fiammata in un’identità riconoscibile.
Il Napoli ha ritrovato il gol. Adesso deve dimostrare di aver scelto bene verso la continuità.










