Rompe il silenzio Beppe Grillo e lo fa nel corso della puntata di Pulp Podcast rispondendo a vari quesiti che gli vengono sottoposti.
Sulla possibile creazione di un nuovo partito politico: “Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso dare degli input e delle idee”.
Sulla politica aggiunge: “Ci ho rimesso un sacco di soldi, un po’ di salute, una parte della mia famiglia, perché non sono mai stati d’accordo. Siamo partiti con Casaleggio. Poi, mancando Casaleggio sono rimasto un po’ privo. Poi c’è stato Di Maio, bravissimo, per l’amor di Dio, però… Poi ho fatto il garante che non contava quasi nulla. La situazione si è evoluta. Io e Casaleggio non ci siamo mai candidati e mai ci abbiamo pensato. Abbiamo fondato il Movimento nel giorno di San Francesco”.
Sul Movimento Cinque Stelle: “E’ un partito normale. Sono stato estromesso, è un dato di fatto. Ma non ho rimpianti, ora il Movimento è un’altra cosa, in mano al reverendo Jones, l’uomo che sussurrava ai cavilli, persone che si agitano in un movimento che di progressista ha solo la paralisi progressiva. Il Movimento doveva essere compostabile, non biodegradabile, mi sento postumo di me stesso da vivo, tutto quello che dicevo 20 anni fa deve ancora arrivare qua, questo è il disagio”.
Il fondatore dei pentastellati è intervenuto anche sulle vicende giudiziarie del figlio Ciro: “Mio figlio sta attraversando un periodo un po’ particolare, di enorme pesantezza, che sta risolvendo. Si è laureato 110 e lode, si ha fatto una famiglia, una figlia stupenda, una moglie, studia per diventare penalista e gridare al mondo la sua innocenza, vuole difendersi da solo e gridare la sua innocenza”.











