di Italia Mele
Previsto per oggi il primo discorso ufficiale di Mojtaba Khamenei, secondogenito del defunto Ali, diventato nuovo leader religioso e capo delle forze armate del Paese.
Mojtaba Khamenei 56 anni, vicinissimo ai Pasdaran e una propensione ancora più marcata verso l’ala ultraconservatrice
che ha represso nel sangue le varie ondate di mobilitazioni,
non ha mai ricoperto cariche ufficiali prima di oggi.
La guerra che lo ha portato al potere lo ha, pure, reso vedovo e facilitato nell’ascesa.
Infatti, nei bombardamenti che hanno colpito il cuore del potere iraniano, avrebbe perso la vita anche Zahra Haddad-Adel, moglie di Mojtaba, insieme a uno dei loro figli, diventati martiri della Repubblica.
Questo sacrificio familiare sembra aver soffocato, almeno internamente, le critiche di chi vedeva nella sua ascesa un nepotismo dinastico vietato in Iran dai tempi della cacciata dello Scià.
La nomina di Mojtaba Khamenei a Guida suprema dell’Iran è una prova di forza della Repubblica islamica, contro Usa e Israele e contro le proteste interne, che il neo eletto ha sempre represso nel sangue.
Trump che aveva espresso la volontà di partecipare alla scelta de l’ajatollah ha già dichiarato che ”Durerà poco”
e Israele lo ha già condannato a morte.
Comunque, dopo giorni di ritardo e la cancellazione finora dei funerali del padre, l’ Assemblea degli Esperti, composta da 88 membri eletti,
ha deciso e scelto Mojtaba.
Nel frattempo Il petrolio schizza a 100 dollari al barile e per oggi è prevista una riunione di urgenza del G7.











