Violenza, leggerezza, impulsività, desiderio di libertà. Le evasioni dagli arresti domiciliari raccontate dai carabinieri del comando provinciale di Napoli negli ultimi mesi formano un mosaico sorprendente, in cui episodi drammatici convivono con scene quasi surreali. Sono 55 gli arresti e 42 le denunce a piede libero registrate solo di recente: numeri che testimoniano quanto la misura alternativa al carcere, pur sostenuta da braccialetti elettronici, videosorveglianza e controlli digitali, continui a essere violata con modalità tra le più diverse.
Tra i casi che più hanno scosso gli investigatori c’è quello di Qualiano, dove un 29enne è evaso con un obiettivo preciso: uccidere l’ex compagna. L’ha raggiunta nel Parco Cerqua e l’ha colpita con sette coltellate. Solo la fortuna e la lucidità dei soccorritori hanno impedito l’ennesimo femminicidio. Le telecamere e la testimonianza della donna hanno permesso un rapido arresto: ora l’uomo è in carcere.
A San Giorgio a Cremano, invece, un 24enne non ha violato la misura per disperazione o rabbia, ma per continuare a delinquere: intercettato da un maresciallo libero dal servizio, è stato trovato in strada all’alba con 94 grammi di marijuana. Una fuga finalizzata a proseguire l’attività illecita.
Tentativo di sottrarsi alla giustizia anche per un 38enne di Giugliano, calatosi dal bagno di casa per sfuggire a una condanna definitiva. La sua latitanza è durata pochi giorni: è stato ritrovato in un albergo della zona, dove si era nascosto sperando nell’anonimato.
E poi c’è chi, nella smania di raccontare la propria “impresa”, finisce per incastrarsi da solo. Un 56enne di Lettere ha postato su TikTok un video della sua evasione: una leggerezza che ha abbreviato drasticamente la sua libertà, portandolo di nuovo dietro le sbarre.
Accanto ai casi più tragici, il quadro restituisce anche episodi che sfiorano la commedia, pur restando violazioni di legge. A Scampia, un 54enne ai domiciliari ha litigato in casa per l’uso della doccia: esasperato dalla convivenza, si è presentato spontaneamente in caserma chiedendo il ritorno in carcere.
Più pittoresca la fuga “napoleonica”: un 42enne detenuto all’isola d’Elba ha sfruttato un permesso di lavoro per non rientrare. Nessun sogno di conquista, però: dopo una settimana è stato ritrovato dai carabinieri a Marigliano, ospite sereno dei familiari.
In altri casi, a tradire gli evasi è la loro stessa normalità. A Giugliano, un 33enne ai domiciliari è stato riconosciuto da un carabiniere fuori servizio mentre era in fila in pasticceria con moglie e figlio, intenti a comprare dolci. Per lui è scattato l’immediato ritorno in cella.
C’è poi chi evade per una breve parentesi di piacere: un 60enne di Cimitile è stato sorpreso al bar durante la Pasquetta, mentre una 46enne ha lasciato casa per una cena di sushi, intercettata in auto insieme a un uomo ignaro della sua misura cautelare.
Il quadro che emerge è quello di una misura, quella dei domiciliari, che per molti rappresenta un freno insopportabile e per altri un’opportunità da sfruttare. E dietro ogni numero, dietro ogni arresto, resta la complessità umana di chi sceglie di varcare quella soglia di casa che, per legge, non dovrebbe mai oltrepassare.












