Phishing, conti svuotati per finanziare i Casalesi: arrestati due imprenditori

Indagine della DDA di Napoli e della Guardia di Finanza: con truffe informatiche sottraevano denaro alle vittime e lo convogliavano verso il clan. Ventiquattro gli indagati nell’inchiesta.

Un sistema di frodi informatiche sofisticate, capace di svuotare conti correnti e trasformare il denaro sottratto alle vittime in risorse per la criminalità organizzata. È quanto emerge dall’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha portato all’arresto di due imprenditori, ritenuti coinvolti in un meccanismo di truffe digitali collegato al clan dei Casalesi.

Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza, gli indagati utilizzavano tecniche di phishing, smishing e vishing per carpire dati sensibili delle vittime e accedere ai loro conti correnti. Una volta ottenute le credenziali bancarie, il gruppo era in grado di effettuare bonifici e operazioni finanziarie per trasferire rapidamente il denaro sottratto.

Il denaro, secondo l’ipotesi investigativa, non restava nelle mani dei truffatori ma veniva reindirizzato verso circuiti economici riconducibili al clan dei Casalesi, alimentando così le casse dell’organizzazione criminale.

L’operazione, coordinata dalla DDA partenopea, ha coinvolto 24 persone indagate a vario titolo. Gli inquirenti stanno ricostruendo l’intera rete di conti correnti, società e intermediari utilizzata per movimentare il denaro proveniente dalle truffe online.

Le tecniche della truffa

Il sistema sfruttava diversi metodi di ingegneria sociale. Con il phishing venivano inviate e-mail o messaggi che imitavano comunicazioni ufficiali di banche o servizi online; con lo smishing il raggiro avveniva via SMS; mentre il vishing utilizzava telefonate in cui i truffatori si spacciavano per operatori bancari per ottenere credenziali e codici di sicurezza.

Una volta entrati nei conti delle vittime, gli indagati potevano spostare rapidamente le somme verso conti intermedi, rendendo più difficile il tracciamento del denaro.

L’ipotesi investigativa

Secondo gli inquirenti il sistema avrebbe rappresentato una nuova fonte di finanziamento per il clan dei Casalesi, dimostrando come le organizzazioni criminali stiano sempre più sfruttando le tecnologie digitali e le truffe online per alimentare le proprie attività.

Le indagini proseguono per individuare eventuali altri complici e ricostruire l’intero flusso di denaro sottratto alle vittime.