Svolta nelle indagini sull’incendio che ha devastato una palazzina dell’Ospedale del Mare di Napoli. Quello che inizialmente sembrava un rogo accidentale potrebbe avere un’origine diversa: l’ipotesi al vaglio degli investigatori è ora quella dell’incendio doloso.
Dai rilievi effettuati dai vigili del fuoco nell’area da cui sarebbero partite le fiamme è emersa la presenza di un liquido accelerante o di un solvente. Una scoperta che cambia il quadro investigativo e apre nuovi scenari. Secondo una prima ricostruzione, il fuoco potrebbe essere stato innescato da un mozzicone di sigaretta entrato in contatto con il materiale presente nel piazzale.
Il punto di partenza del rogo sarebbe una zona esterna della struttura sanitaria di Ponticelli, dove erano presenti sterpaglie, legname e materiali accatastati. Elementi che potrebbero aver favorito la rapida propagazione delle fiamme fino alla palazzina di sei piani, avvolta in pochi minuti da una densa colonna di fumo.
Ma ora gli investigatori vogliono capire perché quelle sostanze fossero presenti proprio nel punto d’innesco e se qualcuno possa aver agito volontariamente. La Procura di Napoli ha sequestrato l’area e disposto ulteriori accertamenti: al vaglio ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza per individuare eventuali movimenti sospetti nelle ore precedenti all’incendio.
Sotto la lente finiscono anche la gestione della sicurezza e la presenza di materiali potenzialmente infiammabili nelle vicinanze dell’edificio. La Regione Campania e l’Asl hanno annunciato una commissione indipendente per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali criticità.
Resta una domanda al centro dell’inchiesta: l’incendio che ha paralizzato una parte dell’Ospedale del Mare è stato il risultato di una tragica negligenza o dietro quelle fiamme c’è stata una mano umana? A stabilirlo saranno ora le indagini della magistratura.












