Liberato, Geolier, Eros Ramazzotti, Max Pezzali e Tiziano Ferro. Cinque nomi, un solo palcoscenico: lo stadio Maradona. L’estate dei grandi concerti a Napoli passa tutta da Fuorigrotta.
Niente maxi eventi in piazza del Plebiscito: quest’anno la grande musica cambia scenario e sceglie lo stadio come punto di riferimento. Il tempio calcistico della città mette da parte il pallone e si trasforma in una gigantesca arena live, pronta ad accogliere pubblici diversi tra pop, rap, nostalgia e nuove sonorità.
Ad aprire la stagione è stato Liberato, venerdì scorso, con il suo immaginario ormai riconoscibile: la maschera, il copricapo dorato e quella fusione tra tammurriata e dance che ha costruito attorno a lui un’identità unica. Il suo concerto ha rotto il ghiaccio, ma il calendario entra ora nel vivo.
Giugno in musica al Maradona
I riflettori si spostano su Eros Ramazzotti, atteso sabato 13 giugno alle 21 per celebrare i trent’anni di Dove c’è musica. Un ritorno che porta con sé anche un pezzo di memoria napoletana: dal concerto degli anni Novanta all’allora San Paolo con Jovanotti e Pino Daniele fino agli omaggi al Nero a Metà, il legame con Napoli resta forte. Tra i fan cresce l’attesa per un possibile tributo a Pino Daniele.
Poi sarà la volta di Max Pezzali, protagonista del tour Max Forever – Gli anni d’oro Stadi 2026. Un viaggio generazionale tra canzoni diventate patrimonio comune, pronte a trasformare lo stadio in un grande coro collettivo.
Il 23 giugno toccherà invece a Tiziano Ferro, di ritorno a Napoli dopo il concerto del 2023 segnato dal duetto con Massimo Ranieri e dal tributo a Pino Daniele. Il cantautore festeggerà venticinque anni di carriera con una scaletta costruita sui brani più amati, da Xdono fino alle canzoni del nuovo album Sono un grande (deluxe).
La chiusura sarà tutta nel segno di Geolier. Il rapper di Secondigliano si prenderà il Maradona per tre serate consecutive, 26, 27 e 28 giugno, già sold out da tempo. Un nuovo bagno di folla dopo i successi degli ultimi anni e la conferma di un rapporto speciale con la città, capace di trasformare ogni concerto in una festa identitaria.
Fuorigrotta diventa così il centro dell’estate musicale napoletana, con numeri da grande evento e migliaia di spettatori in arrivo a ogni appuntamento.












