Danza, sinfonica, musica da camera e grandi solisti: la stagione 2026/27 del Teatro San Carlo si apre nel segno della sua storia, ma guarda già al futuro.
Il cartellone accompagna il Massimo napoletano verso il tricentenario e celebra quest’anno i 290 anni dalla fondazione, con un’offerta che comprende undici titoli d’opera, sei produzioni di balletto, quattordici concerti sinfonici e diciassette appuntamenti cameristici. Il primo assaggio arriva a novembre, tra danza e musica. Dal 5 al 10 è in scena Boléro, con il Corpo di Ballo del San Carlo. Ma il cuore della stagione lirica arriverà il 2 dicembre, con Luisa Miller di Verdi, in una nuova produzione firmata da Davide Livermore e diretta da Daniel Oren. In tutto, cinque nuove produzioni d’opera, accanto a titoli amati e a riscoperte del repertorio. E poi il balletto, che passa da quattro a sei produzioni. Una stagione che non si limita a celebrare il passato, ma che punta a rafforzare il legame con Napoli, ampliare il pubblico e rilanciare il San Carlo come luogo di produzione e ricerca.












